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Il player’s agent Alessio Sundas ha inviato alla FIFA di aumentare il numero di extracomunitari  in quanto “la passione non può avere confini geografici, lo spettacolo in campo fa parte del bello del calcio, ed i calciatori extracomunitari creano divertimento sul rettangolo di gioco”.

Sundas ha chiesto pertanto di valutare con attenzione la proposta di alzare almeno al 50% degli atleti schierati in campo la presenza di calciatori non europei così da poter creare più spettacolo.

Una buona notizia arriva dalla Uafa, che fa ottenere delle agevolazioni allo sport ed alla categoria degli ex procuratori sportivi (ora agenti). La cosa positiva che fa davvero enormemente piacere all’intero sistema sportivo, è che in questo brutto periodo che tutti noi stiamo vivendo, la UAFA, l’associazione che tutela gli ex procuratori sportivi (ora genti), ha ottenuto una grande vittoria. Dopo il primo decreto, dove lo sport, tutte le attività ad esso connesse e i relativi professionisti che orbitano nel mondo del calcio, non sono state minimamente contemplate, la UAFA, ha inviato una lettera al Governo e al Ministero dello Sport per ricordare loro che esiste anche il calcio e i loro attori (Società, tesserati, lavoratori, collaboratori ecc) e di dare anche a questa categoria quanto spettante. Ebbene, nel decreto “Cura Italia” abbiamo visto i risultati sperati. Ecco i fondi anche nello sport e nel calcio. In data odierna, lo staff del Ministero ha provveduto ad inviare una e-mail dove hanno accolto la richiesta della UAFA “nel dare riscontro alla sua e-mail,troverà che sono state inserite tutte le misure possibili per tutelare tutti i lavoratori dello sport, oltre che i lavoratori in generale”. Un piccolo passo per lo sport, un grande passo per la UAFA e il movimento in generale.

La UAFA invita il Governo e il Ministro allo sport dello Stato italiano Spadafora, a pensare anche ad un provvedimento a favore dei procuratori sportivi colpiti da questa crisi mondiale, in seguito all’emergenza coronavirus. In data odierna, la prestigiosa associazione dei procuratori sportivi iscritta durante la deregulation ha  inviato una proposta per far rientrare anche la categoria degli agenti in quelle protette dallo Stato, vista l’enorme ripercussione economica che questo stallo sta creando. Si spera nel buon senso del Governo e del Ministro Spadafora e che possano prendere i dovuti provvedimenti per non far crollare ancora di più questo mercato già martoriato dai grandi gruppi e dalle numerose leggi repressive. Bisogna attivarsi subito e senza perdere altro tempo, perché le emergenze di una Nazione riguardano anche lo sport insieme a tutto il mondo che lo circonda.

Una nuova e interessante proposta è stata presentata alla Figc e alla Fifa dal player’s agent internazionale Alessio Sundas, che è quella di salvarguardare lo stipendio dei calciatori con un nuovo sistema. Anche il Presidente dell’AIC Damiano Tommasi ha parlato della problematica sulla tenuta dei club di serie C e D (https://www.gazzetta.it/Calcio/Serie-A/05-04-2020/allarme-tommasi-servono-garanzie-giocatori-serie-c-d-che-guadagnano-poco-3602233471119.shtml?fbclid=IwAR0073bo-YfrGljUCuH7lxQEGGGdiTPgbBZJdmxcPLfx1zq0IxlWKAiSfLU) a seguito di questa grande crisi dovuta all’emergenza epidemiologia del Covid-19. Il player’s agent internazionale Alessio Sundas ha proposto una nuova riforma epocale per risolvere questo importante problema. I club che partecipano al campionato di Serie D sono in tutto circa 162 , circa 18 squadre per ogni girone (9) e i club che militano in Serie C sono 60 (venti per tre gironi). Parliamo quindi di circa 5550 giocatori che sono tesserati in squadre tra la Serie D e la Serie C e ciò comporta un enorme spesa per ogni singolo club. La proposta di Sundas è quella di dare la possibilità alle aziende di diventare proprietari del cartellino dei calciatori. Lo schema da adottare a questa proposta è il seguente: 20% al club dove gioca l’atleta e il rimanente 80% alle società fino ad un max di 4. Questa modalità di divisione delle spese provocherà una immediata diminuzione dei costi per il club (che saranno obbligati a corrispondere solo in 20% dello stipendio) ed allo stesso tempo accrescerà il brand dell’azienda grazie ad una costante visibilità del logo grazie al giocatore. Il calciatore infatti sponsorizzerà i prodotti delle aziende detentrici del cartellino sui propri social: Instagram, Facebook, Twitter e Linkedin compresi i mass media, oltre al fatto che lo sportivo indosserà sempre i loghi delle aziende. Nella compravendita e nel prestito del cartellino, le aziende parteciperanno in quota parte alle operazioni ricevendo sempre un ritorno economico. Allo stesso tempo, il club, sarà obbligato a promuovere la scheda tecnica del calciatore invitando gli osservatori degli altri club a visionare il proprio tesserato a tutte le partite e a determinati allenamenti. Tutto ciò farà si che finalmente, ogni giocatore sarà visionato e avrà la sua opportunità di crescere. Come si usa dire in questi casi, “se un calciatore non viene visto, nessuno sa che esiste”. Grazie a questa proposta di riforma, i club non saranno più caricati di un pesante esborso economico per pagare gli stipendi dei calciatori, e le aziende ne avranno un beneficio in termini di nuova pubblicità. Insomma una proposta rivoluzionaria che sarà senz’altro di grande aiuto, a chi in questo periodo di stop forzato è in difficoltà. Vedremo come la FIFA, FIGC e l’AIC recepiranno questa proposta.