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Categoria: News
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In data odierna Alessio Sundas, presidente della Uafa, associazione che tutela i procuratori sportivi, ha inviato al Ministro Spadafora una lettera dove suggerisce diversi spunti di riflessione in merito alle tematiche calcistiche oggi in voga.

In particolare si legge che:

“fermo restando la separazione dei poteri tra ordinamento giuridico e  quello sportivo, ciò che mi appresto a scrivere sono considerazioni alle varie problematiche che il calcio dovrà affrontare a breve.

Stipendi giocatori

Sul punto, la UAFA propone di aprire un tavolo (quando sarà possibile ovviamente e a tempo determinato) tra Governo (che fungerà da Garante), FIGC, Lega (A, B, C e D), Associazione calciatori ed Associazioni rappresentative degli agenti e procuratori (UAFA ed altre) affinché si stipuli un accordo temporale che deroghi i contratti in essere adeguando i compensi dei giocatori nel miglior modo possibile fino alla riapertura del campionato (il contenuto sarà oggetto di concertazione tra le parti).

Sponsorizzazioni e diritti televisivi

Come si sa, il calcio si basa sulle entrate derivanti dalle sponsorizzazioni e diritti televisivi (contratti regolamentati legislativamente e dalla volontà delle parti) ma questa situazione sta evidenziando una diminuzione della visibilità degli sponsor che i club dovevano garantire (impossibilità sopravvenuta) oltre al fatto che non essendoci partite, neanche le televisioni possono avere quelle prestazioni garantite dai contratti. Ebbene, il Ministero dello Sport, FIGC e parti coinvolte, devono trovare una pronta soluzione per la sopravvivenza del calcio in Italia.

La UAFA, da parte sua, attraverso i propri iscritti, è disponibile ad organizzare eventi collaterali dove gli sponsor e le televisioni possano dare e ricevere quella visibilità che serve e che al momento è preclusa.

Fine campionato /ordine pubblico

Per quanto concerne la chiusura del campionato, partiamo dal presupposto che ci troviamo davanti ad una Pandemia (se non è chiaro). Purtroppo, in questo caso, c’è il rischio che “lo spettacolo non deve andare avanti”.

Innanzitutto si deve pensare alla salute pubblica,ovvero: tifosi (parliamo di numerosissime persone ammucchiate a casa davanti ad uno schermo, al bar o allo stadio) addetti ai lavori (giocatori, staff con le relative famiglie, giornalisti, ordine pubblico ecc) e quant’altri, che è elemento essenziale per poter liberarci da questo virus.

Io non so a che punto sono gli scienziati per trovare una soluzione al Covid-19, ma la logica di alcuni presidenti di club e di tutti coloro che non capiscono la gravità della situazione, non devono far sbagliare il Governo. Provvedimenti errati che ci porterebbero alla stessa situazione di un mese fa (vedi Hong Kong) non saranno tollerati.". Speriamo che si torni nel più breve tempo possibile alla normalità.